Il DMA sulla Pelle: Google costretto ad ‘aprire’ Android e i suoi segreti della ricerca

Il Digital Markets Act (DMA) europeo sta per riscrivere le regole del gioco per i giganti tech, e Google è in prima linea. Le recenti mosse della Commissione europea hanno calato un pesante panno sulla struttura di potere di colosso come Android e Search. In sintesi, il DMA obbliga Google non solo a ‘aprire’ il suo sistema operativo ad assistenti AI concorrenti — tipo quelli che fanno compagnia ai nostri telefoni, ma anche a condividere i dati della ricerca online con i rivali. A quanto pare, è un terremoto normativo. Per Android, Gemini dovrà smettere di vivere in una specie di ‘stanza blindata’ e resistere l’accesso ad almeno undici funzionalità chiave del sistema operativo. Non si può più avere l’assistente vocale solo con la parola chiave proprietaria; i concorrenti devono poter usare le stesse funzioni (come leggere dati o prenotare un ristorante) altrimenti è una barzelletta. Non affanno, il DMA punta anche a intaccare il monopolio informativo di Google. Per Search e per Play Store? Preparatevi: dovranno condividere dati anonimizzati (ranking, query, click) con i motori di ricerca avversari e i chatbot AI come OpenAI. Tutto questo avviene per garantire condizioni ‘equo, ragionevoli e non discriminatorie’ (FRAND). L’obiettivo è che tutti giuchino sullo stesso campo da gioco.

🇬🇧 Summary in English

The Digital Markets Act (DMA) is throwing the gauntlet down at Big Tech, and Google is right in the crosshairs. The European Commission has dropped some serious blows on Google’s structural power concerning Android and Search. Basically, the DMA forces Google to ‘open up’ its operating system to competing AI assistants, plus it mandates sharing search data with rival players. It sounds like a digital earthquake. For Android, Gemini can no longer operate in some sort of ‘walled garden.’ It must expose at least eleven core functionalities of the OS. Having an assistant that only works through a proprietary wake word is out; competitors need access to the same capabilities—like reading device data or booking a restaurant—or it’s just not fair. If that wasn’t enough, the DMA is also aiming at Google’s information monopoly. Speaking of Search and Play Store? Get ready: they have to share anonymized data (rankings, queries, clicks) with competing search engines and AI chatbots like OpenAI. This all needs to happen under ‘fair, reasonable, and non-discriminatory’ (FRAND) terms. The whole point is leveling the playing field so everyone can play in the same arena.

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Fonte: Agenda Digitale | Argomento: Tech News

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