Huawei scompone il campo: quali sono i suoi acceleratori AI per sfidare il trone di NVIDIA?

Huawei sta spingendo una mossa aggressiva e dettagliata nel settore dell’intelligenza artificiale, con un ventaglio di acceleratori che sembra disegnare una roadmap per i prossimi anni. Non si tratta solo di chip, ma di interi ecosistemi. Con quattro nuovi marchi — Ascend 960DT, 960PR, 970 e 980 — e il super-sistema Atlas 960E, l’obiettivo è chiaro: sfidare il monopolio di NVIDIA. Il punto cruciale non è più solo la potenza bruta del singolo chip, ma la capacità di connettere migliaia di processori in un unico, colossale sistema. È qui che subentrano SuperPod e le super-interconnessioni ottiche come Near-Package Optics (NPO), fondamentali per far muovere i dati a velocità vertiginose. Gli acceleratori sono progettati per coprire ogni esigenza, dall’addestramento (training) all’inferenza (inference). Ad esempio, il 960PR è ottimizzato per l’inferenza, mentre gli aggiornamenti successivi (970 e 980) promettono potenze e bande di banda sempre più astronomiche, con quantità di memoria che salgono a livelli record. Per quanto riguarda i sistemi, Atlas 960E, con il suo raffreddamento a liquido e la potente UnifiedBus, vanta un pool di memoria da 256 TB e prestazioni dichiarate che spingono fino a 16 exaflop FP4. Ma Huawei non si ferma ai chip. Ha mappato anche l’espansione della cache di memoria fino agli SSD tramite la rete Lingqu e il programma OceanStor M900. Questo permette un accesso diretto dalle NPU agli SSD, bypassando CPU e protocolli intermedi, e riducendo drasticamente la latenza fino a 60 microsecondi. In pratica, sta costruendo un ‘cervello’ AI interconnesso, dove ogni componente parla con l’altro a velocità supersonica. L’idea è trasformare il limite del singolo chip in un problema di rete che, se risolto, può dare a Huawei una mossa decisiva nell’arena tecnologica.

🇬🇧 Summary in English

Huawei is making a serious, multi-pronged play in the AI hardware space, rolling out a detailed roadmap that seems designed to directly challenge NVIDIA’s dominance. This isn’t just about tossing out powerful chips; it’s about building interconnected ecosystems. With four new accelerators—the Ascend 960DT, 960PR, 970, and 980—plus the super-system Atlas 960E, the goal is crystal clear: out-compete the market leader. The focus has moved beyond sheer chip power; it’s all about the ability to connect thousands of processors into one massive, coordinated supercomputer. This is where super-interconnections and Near-Package Optics (NPO) become the heroes, moving data at blistering speeds. These chips are designed for every job, from intense AI training to real-time inference. The 960PR, for instance, is tailored for inference use cases, while subsequent chips like the 970 and 980 promise ever-increasing power and bandwidth, stacking up enormous amounts of memory. On the system side, Atlas 960E boasts a liquid-cooled setup and a powerful UnifiedBus, providing a 256 TB memory pool and reported performance up to 16 exaflops FP4. But Huawei doesn’t stop at the silicon. They’ve also mapped out memory expansion from the accelerator chips all the way to SSDs using the Lingqu network and the OceanStor M900 program. This allows NPU direct access to SSDs, bypassing CPUs and protocols, thus slashing latency to a mere 60 microseconds. Essentially, they are constructing a highly networked ‘AI brain’ where every component speaks to every other component at supersonic speeds. The message is clear: the future of AI power lies not just in the chip, but in the fabric connecting them. Huawei aims to turn the perceived limitations of single-chip architecture into a systemic advantage.

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Fonte: Tom’s Hardware IT | Argomento: Hardware & Chip

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