
Alcuni sviluppatori indipendenti sono riusciti ad avviare iOS 16 su smartphone Android , un traguardo che finora nessuno aveva raggiunto. I video pubblicati su X mostrano l’interfaccia di Apple in funzione su dispositivi come Redmi Note 12 4G, Nothing 3a e Redmi Note 10 Pro, con schermata di blocco, home e Centro di Controllo raggiungibili. Il lavoro più documentato arriva dal gruppo OOS-ex-Gang, autore dei progetti open source ios-sweet e ios-topaz , disponibili su GitHub. L’approccio non ha nulla in comune con i launcher che imitano l’estetica dell’iPhone, né con i classici emulatori: il punto di partenza è il kernel XNU, il nucleo del sistema Apple distribuito pubblicamente come codice aperto, adattato tramite patch ai SoC Qualcomm dei telefoni, nello specifico uno Snapdragon 732G e uno Snapdragon 685. Sopra quel kernel vengono poi caricati i file di iOS 16.7.16 estratti da un iPhone X, senza alcuna modifica. https://t.co/U7ACt150n2 pic.twitter.com/iBF8iOJ0Xg — Makr (@makrotasuss) October 20, 2026 In pratica girano i componenti originali dell’ecosistema Apple , da launchd ai daemon di sistema fino a SpringBoard, cioè il software che gestisce la schermata principale. Il risultato, però, è lontano da un telefono utilizzabile : il touch e i tasti fisici rispondono e si arriva alle Impostazioni, ma Wi-Fi, Bluetooth, dati cellulari, audio, fotocamera e accelerazione grafica restano fuori gioco. Gli stessi autori, nel file readme, parlano di un “port sperimentale, non un sistema
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Alcuni sviluppatori indipendenti sono riusciti ad avviare iOS 16 su smartphone Android , un traguardo che finora nessuno aveva raggiunto. I video pubblicati su X mostrano l’interfaccia di Apple in funzione su dispositivi come Redmi Note 12 4G, Nothing 3a e Redmi Note 10 Pro, con schermata di blocco, home e Centro di Controllo raggiungibili. Il lavoro più documentato arriva dal gruppo OOS-ex-Gang, autore dei progetti open source ios-sweet e ios-topaz , disponibili su GitHub. L’approccio non ha nulla in comune con i launcher che imitano l’estetica dell’iPhone, né con i classici emulatori: il punto di partenza è il kernel XNU, il nucleo del sistema Apple distribuito pubblicamente come codice aperto, adattato tramite patch ai SoC Qualcomm dei telefoni, nello specifico uno Snapdragon 732G e uno Snapdragon 685. Sopra quel kernel vengono poi caricati i file di iOS 16.7.16 estratti da un iPhone X, senza alcuna modifica. https://t.co/U7ACt150n2 pic.twitter.com/iBF8iOJ0Xg — Makr (@makrotasuss) October 20, 2026 In pratica girano i componenti originali dell’ecosistema Apple , da launchd ai daemon di sistema fino a SpringBoard, cioè il software che gestisce la schermata principale. Il risultato, però, è lontano da un telefono utilizzabile : il touch e i tasti fisici rispondono e si arriva alle Impostazioni, ma Wi-Fi, Bluetooth, dati cellulari, audio, fotocamera e accelerazione grafica restano fuori gioco. Gli stessi autori, nel file readme, parlano di un “port sperimentale, non un sistema
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Fonte: Tom’s Hardware IT | Argomento: Tech News
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