FuriosaAI vuole ‘sfidare’ NVIDIA raddoppiando la produzione di chip AI

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Il panorama del calcolo AI sta vivendo un fermento incredibile, e oggi ci presenta FuriosaAI, una realtà sudcoreana con gli occhi puntati ai giganti dei data center. L’azienda ha lanciato un piano ambizioso per espandere la produzione dei suoi acceleratori di intelligenza artificiale, puntando a raggiungere ben 50.000 unità entro il 2027. Tutta questa corsa è guidata da due fronti: l’esponenziale aumento dei carichi di inferenza e lo sviluppo della loro prossima piattaforma di punta, chiamata Stork. Il primo passo riguarda RNGD (nome in codice Renegade), un chip di seconda generazione specializzato nell’elaborazione dei Large Language Models. La produzione è destinata a crescere vertiginosamente, passando da 20.000 unità nel 2026 a un obiettivo tra le 40.000 e le 50.000 del 2027. Quest’incremento risponde alla crescente domanda di sistemi ‘agentici’, che elaborano continuamente richieste e sequenze di token come fossero in loop infiniti. Ma l’obiettivo finale è Stork, un acceleratore di terza generazione costruito su due chiplet realizzati con processi ultra-moderni da 2 nanometri. Teoricamente, la potenza potenziale arriva a ben 432 GB, con memoria HBM4/E centrale per gestire carichi estremamente esigenti. L’approccio di FuriosaAI non vuole competere solo sulla forza bruta contro i colossi come NVIDIA; punta invece all’efficienza chirurgica. La strategia si concentra sul miglioramento del throughput dei token e sulla drastica riduzione del costo per singolo token, parametri che decidono l’economia di qualsiasi servizio AI scalabile. Tutto questo sforzo è sostenuto da un ecosistema completo: la collaborazione con Broadcom per il packaging avanzato, proprietà intellettuali Ethernet e interfacce PCIe. Non solo hardware, ma anche software: FuriosaAI sta creando uno stack che traduce automaticamente codice PyTorch sui propri silici; per i più ‘smanettoni’, offre una Virtual ISA dichiarativa sull’hardware. La sfida è epica, e mentre Stork non arriverà prima del 2028, l’aumento della produzione con Renegade permette all’azienda di ancorarsi nei data center, trasformando promesse tecnologiche in prove pratiche per i clienti.

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Fonte: Tom’s Hardware IT | Argomento: Hardware & Chip

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