Ransomware senza cifratura: perché il vostro backup non è più la vostra unica assicurazione

Il panorama delle minacce cyber è cambiato, e con esso si è svalutato un pilastro della sicurezza informatica: il backup. Se fino a ieri l’obiettivo del ransomware era bloccare i sistemi con la cifratura, oggi la battaglia si sposta radicalmente. Gli attaccanti stanno abbandonando la cifratura per un modello più subdolo e letale, che si concentra sull’esfiltrazione pura dei dati. Non serve più se i dati sono stati rubati; basta minacciare di pubblicarli o di segnalare la vittima alle autorità per spingere al riscatto. Questa evoluzione non è un capriccio passeggero, ma uno scostamento strutturale supportato da dati concreti. Report del 2026 mostrano che la quota di attacchi che utilizzano la cifratura è crollata drasticamente, mentre cresce l’incidenza di furti e estorsioni pure. Le grandi multinazionali criminali, come Hunters International, lo dimostrano cambiando servizio e strumento: ora si occupano solo di sottrarre dati, abbandonando completamente la crittografia. Per la difesa, l’impatto è enorme. I protocolli di Disaster Recovery, fondati sul ripristino del servizio (RTO/RPO), sono stati costruiti pensando al ‘blocco’. Ma se i sistemi non sono bloccati, i backup non servono a nulla. La leva non è più la disponibilità del dato, ma la sua riservatezza. E qui arriva il punto critico: se un’informazione viene divulgata, è un danno irreversibile, cosa che nessun backup può prevenire. È un cambio di paradigma che costringe l’Italia, e il mondo, a ripensare la difesa, spostando il focus dalla semplice ‘resilienza operativa’ alla salvaguardia assoluta della ‘riservatezza’ dei dati.

🇬🇧 Summary in English

The cybersecurity landscape has undergone a radical shift, and with it, one of the most trusted pillars of digital defense—the backup—is losing its primary effectiveness. Ransomware used to derive its power from encryption, blocking systems until a ransom was paid. But the threat actors are evolving, abandoning cryptography entirely for a far more insidious and potentially devastating playbook: pure data exfiltration. Now, the leverage doesn’t come from simply making the data unavailable; it comes from the threat of public disclosure or from tipping off law enforcement, making the data itself the core vulnerability. This is not a mere trend; it’s a structural shift confirmed by industry reports. Data shows a sharp decline in the use of encryption-based ransomware, while attacks focused purely on stealing and threatening to leak data are skyrocketing. Major criminal groups are openly signaling this change by changing their services to specialize solely in data theft, ditching the cumbersome and risky process of encryption. For defenders, this presents a massive operational headache. Current Disaster Recovery and Business Continuity plans are built entirely around the concept of ‘recovery’—recovering systems after they’ve been locked down. But if nothing is locked, the backup rolls are useless. The threat vector has changed from ‘availability’ (Can we get the system back?) to ‘confidentiality’ (Can the data stay secret?). And here’s the crucial point: if information is leaked, the damage is irreversible—a status that no backup can undo. The world of cybersecurity must now pivot, re-evaluating defense strategies to prioritize the absolute protection of data confidentiality over mere operational resilience.

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Fonte: Agenda Digitale | Argomento: Cybersecurity

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