
🇮🇹 Sintesi in Italiano
San Francisco sta mettendo il naso nei guai dei giganti tech, Apple e Google. Il city attorney David Chiu ha inviato lettere legali minacciose per costringere le due multinazionali a rimuovere dalle rispettive App Store quelle applicazioni che consentono la creazione di immagini ‘nudify’ o deepfake non consensuali. Le app in questione, spesso mascherate da semplici ‘swapper facciali’, permettono agli utenti di generare ritratti espliciti e dannosi utilizzando l’Intelligenza Artificiale. Chiu affida la colpa ai giganti tech, sostenendo che non è abbastanza rimuovere i contenuti, ma sia fondamentale ‘separare’ anche le relazioni commerciali con gli sviluppatori abusivi. Secondo il city attorney, permettere queste pratiche significa ‘condividere e assistere’ nella vendita di immagini deepfake esplicite; un’attività considerata illegalmente dannosa. La protesta non riguarda solo il contenuto: l’attenzione è sui soldi. Le lettere legali evidenziano che Apple e Google guadagnano consistenti somme attraverso le commissioni prese dagli app store, anche dalle apps che facilitano abusi sessuali digitali. Il city attorney insiste sulla responsabilità delle piattaforme nel prevenire tali abusi, sottolineando come la tecnologia stia diventando uno strumento di bullismo e violenza reputazionale con impatti psicologici drammatici, specialmente sui minori. Di fronte a questa accusa pubblica, Google ha risposto che è consapevole del problema, affermando di aver già rimosso ‘centinaia’ di app con funzionalità ‘nudifying’ per violazioni delle politiche. Apple non aveva commenti disponibili al momento della pubblicazione. Questo episodio solleva il dibattito più ampio sulla moderazione dei contenuti e sul potere regolatorio necessario per fermare la proliferazione di deepfake pornografici, tecnologia che sta rendendo sempre più facile creare materiali abusivi con un semplice ‘click’.
🇬🇧 Summary in English
San Francisco is throwing some serious shade on tech behemoths Apple and Google. City attorney David Chiu has served cease-and-desist letters, demanding that the companies pull highly problematic ‘nudify’ and deepfake apps from their respective app stores. These apps, often disguised as simple ‘face-swapping’ tools, allow users to generate explicit and damaging non-consensual intimate images using AI. Chiu is going straight for the corporate profits, arguing that it’s not enough just to take down the content; they must also sever their business relationships with the abusive developers. The city attorney frames this as Apple and Google ‘aiding and abetting’ the sale of explicit deepfake images—an activity considered illegal and fundamentally harmful. The complaint isn’t just about the pixels: it’s about the cash flow. The legal letters point out that the tech giants are profiting handsomely from commissions taken through these app stores, even when the apps facilitate digital sexual abuse. Chiu argues for platform responsibility, noting how this technology fuels bullying and reputational harm, especially against minors. In response to the public shaming, Google stated it’s aware of the issue, confirming that it has already removed ‘hundreds’ of nudifying apps due to policy violations. Apple remained silent ahead of publication. This whole saga reignites a massive debate about content moderation and the necessary regulatory power needed to curb the spread of deepfake pornography—a technology making abusive material incredibly easy to produce with just a couple of clicks.
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Fonte: Wired EN | Argomento: Software & Dev
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