L’AI Ci Prometteva Meno Lavoro. Però Sembra Che Abbiato Carico di Lavoro Più Grande. ⟡ AI Promised Less Work. I Have Never Worked More.

Il pitch iniziale sull’intelligenza artificiale era allettante: finalmente si recupererebbe tempo prezioso, delegando i compiti noiosi e boilerplate. Sembrava che lo sviluppatore di software potesse finalmente respirare un po’. Tuttavia, un’analisi approfondita dei contributi professionali di un ingegnere full-stack rivela una realtà ben più complessa e, per alcuni, snervante. Se da un lato gli strumenti AI (come gli agenti autonomi) consentono oggi di intraprendere e chiudere progetti che prima erano impensabili, dall’altro lato, questo ha portato a una nuova forma di ‘fatica’. Il problema non è la difficoltà delle singole attività, ma la loro *moltitudine* e la necessità di passare continuamente tra contesti diversi. L’ingegnere deve gestire agenti che lavorano in parallelo, ciascuno che richiede una risposta, un’approvazione o una revisione. Questa costante commutazione di contesto è la vera sfida mentale. Analizzando la cronologia dei commit su GitHub, l’autore traccia un profilo professionale che, pur essendo storicamente in fase di rallentamento con l’avanzare delle carriere (principalmente verso ruoli di architettura e gestione come Vice President of Technology), mostra un improvviso e netto picco. L’arrivo dell’IA ha riportato l’attività di sviluppo a livelli di intensità che superano i picchi precedenti. Non solo la quantità di contributi mensili è aumentata notevolmente, ma lo ha fatto anche la frequenza dei giorni lavorativi con attività registrate. Sembra che l’efficienza promettuta dagli strumenti stia mascherando un aumento esponenziale del carico cognitivo, riportando l’ingegnere a una ‘routine di lavoro’ che, sebbene più sofisticata, è indubbiamente più gravosa di quella di qualche anno fa.

🇬🇧 Summary in English

The initial hype surrounding AI promised a life raft for developers: finally, the end of boilerplate code and the freedom to leave early. The concept was revolutionary—allowing complex projects to be shipped with less effort. However, a detailed analysis of a full-stack engineer’s career contributions paints a picture that is both brilliant and, somewhat, exhausting. While AI agents have opened up a new frontier of possibility—enabling the completion of projects that were previously impossible—it has introduced a new strain of ‘fatigue.’ The issue isn’t necessarily the difficulty of any single task, but rather the sheer *volume* and the constant need for context switching. The developer now manages several parallel agents, each one requiring a moment of attention, a plan approval, or a deep dive into a diff. By tracing their GitHub contribution history, the author highlights a professional trajectory that, over time, naturally slowed down as the role shifted toward higher-level, less hands-on positions like Vice President of Technology. But the arrival of AI technology triggered a dramatic and unexpected spike. Contribution levels have soared, surpassing the peak years of the past. More alarmingly, the frequency of working days with activity has also climbed. The takeaway is that the promised efficiency of AI tools may be masking an exponential increase in cognitive load. The job has become less about deep, focused work and more about continuous, high-stakes management of a sprawling network of automated tasks.

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Fonte: Reddit | Argomento: Tech News

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