Microsoft Edge: l’orchestra di cinque bug che svela il percorso verso il sistema operativo

La sicurezza dei browser è un campo minato, e poche ricerche dimostrano meglio questo ‘pericolo’ di quella di Orange Tsai. Questo esperto ha tracciato una catena di exploit estremamente sofisticata per Microsoft Edge, un percorso che non si limita a trovare un singolo buco, ma assembla cinque bug distinti e due funzionalità integrate di Windows per sfondare il guscio di sicurezza (la ‘sandbox’) del browser. L’intero processo è notevole per la sua automazione, trasformando una semplice navigazione controllata in un comando che può eseguire un eseguibile direttamente sul sistema operativo. L’attacco è un’opera d’ingegneria cibernetica elegante: evita le solite vulnerabilità di corruzione della memoria e si basa invece su errori logici e sull’intersezione tra componenti considerati ‘fidati’. Il viaggio inizia sfruttando la gestione dei profili e il Conditional Access, per poi cogliere in giro la vulnerabilità UXSS, che permette di oltrepassare il confine tra domini. Successivamente, il processo sfrutta finestre di navigazione secondarie e gestori di popup predefiniti per mantenere il controllo sull’automazione. Il colpo di grazia, invece, è il salto dal browser al sistema operativo. Questo avviene aggirando i vincoli JavaScript attraverso lo schema ‘read://’ (usato, ad esempio, dallo ‘Immersive Reader’) e poi manipolando i percorsi per modificare file di configurazione critici, come il protocolos.json. Modificando questi file, l’attaccante ‘inganna’ Edge, facendogli richiamare un gestore di protocolli nativo di Windows e, infine, eseguendo il proprio piccolo programma nel cuore del sistema. Sebbene i ricercatori non abbiano specificato quali versioni siano a rischio, il messaggio è chiaro: la difesa deve essere costante e gli aggiornamenti di sicurezza sono l’unica salvezza.

🇬🇧 Summary in English

Browser security isn’t just about finding a single bug; it’s about building an escape route. Orange Tsai recently mapped out an exceptionally complex exploit chain targeting Microsoft Edge, proving that a browser’s ‘sandbox’ isn’t an impenetrable fortress. This research isn’t just about exploiting one flaw, but rather assembling a dazzling orchestra of five distinct bugs and two Windows features to execute code outside the browser’s secure perimeter. The attack’s brilliance lies in its multi-layered approach. It avoids the usual memory corruption headaches, relying instead on logical errors and the deep interaction between normally trustworthy components. The journey begins by exploiting profile management and Conditional Access, then successfully leveraging a Cross-Site Scripting (UXSS) vulnerability to jump across domain boundaries. The attacker then maintains control by using secondary navigation windows and default popup management settings, which are crucial for keeping the automation chain alive. The grand finale is the escape to the OS. This segment is particularly clever: it bypasses JavaScript restrictions by exploiting the ‘read://’ scheme (utilized by features like the Immersive Reader). From there, the exploit uses path traversal techniques and null byte handling to alter core configuration files, like `protocols.json`. By manipulating these files, the attacker essentially tricks Edge into calling a native Windows protocol handler. This final step allows the execution of arbitrary code, dumping the browser’s confines and landing deep inside the operating system. The takeaway is a stark reminder that keeping the browser updated isn’t just good practice—it’s mission-critical.

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Fonte: Tom’s Hardware IT | Argomento: Tech News

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