Il ‘Girotondo’ dei Chip NVIDIA: Come la Cina aggira i divieti tecnologici

A quanto pare, i divieti tecnologici sui chip NVIDIA che ostacolano l’accesso all’avanguardia dell’AI non sono un freno insuperabile. Un’indagine approfondita ha messo in luce la sofisticata coreografia con cui l’hardware sta raggiungendo la Cina. Si parla di un sistema che sfrutta ogni fessura, dagli istituti di ricerca accademici alle complicate reti di società ‘opache’. Il primo corridoio analizzato passa attraverso le università e i centri di ricerca cinesi. Qui, le GPU non arrivano come pacchetti diretti, ma mascherate in grandi contratti di fornitura che includono prodotti di diversi produttori. Secondo i ricercatori, questo canale è stato utilizzato per acquistare 56 chip da 1,7 milioni di dollari in un breve periodo. Ci sono anche delle sfumature un po’ misteriose: alcuni istituti acquirenti sembrano avere legami con apparati statali o di sicurezza. Il secondo percorso è un vero e proprio ‘viaggio globale’: si tratta di spedizioni che fanno scalo in Paesi come Vietnam, India e Malesia. Qui, gli osservatori hanno tracciato un flusso significativo di GPU A100 e H100, superando i 13 milioni di dollari. Questo scalo strategico, che potrebbe sembrare normale (i chip vengono infatti controllati in impianti specializzati), nasconde comunque lo scocconstro: chi è il vero destinatario finale? Per rendere tutto ancora più nebuloso, emergono i nomi di intermediari come Profit New e ELB International, che hanno movimentato silicio con documentazioni economiche un po’…creative, a volte dichiarando un valore di importazione pari a zero. La rete più grande e misteriosa, invece, sembra essere Megaspeed International. Questa società, con proprietà diffuse tra Singapore, Indonesia e Malesia, è stata associata a un flusso di 4,6 miliardi di dollari di hardware NVIDIA diretto in Cina attraverso strutture di proprietà estremamente opache. L’intera faccenda porta a concludere che, se i controlli sono ingegnosi, anche le vie per bypassarli lo sono altrettanto. Per sigillare il mestiere, l’inchiesta suggerisce che i governi e i produttori debbano aumentare lo screening, non solo sui nomi, ma sull’intera catena di proprietà e sulla destinazione effettiva dei chip, per non lasciare che l’innovazione continui a ‘fare il girotondo’ in modo elusivo.

🇬🇧 Summary in English

Looks like the export restrictions on advanced NVIDIA chips aren’t a total roadblock. According to an in-depth investigation, the hardware is making its way into China through a sophisticated series of workarounds, utilizing every nook and cranny—from academic research institutes to complex web of ‘opaque’ companies. One observed route involves Chinese universities and research centers. Here, the GPUs don’t arrive as simple, direct shipments, but are integrated into massive procurement contracts involving various suppliers. Researchers tracked 56 chips valued at $1.7 million through this channel. Things get a bit suspect when some acquiring institutes show links to state security or military apparatuses. Another observed flow is a true global circuit: shipments passing through countries like Vietnam, India, and Malaysia. Over this period, investigators tracked a substantial flow of A100 and H100 GPUs, exceeding $13 million. While these stops might seem standard (chips are indeed checked in specialized facilities), they raise questions about the final destination. Adding to the mystery are key intermediaries like Profit New and ELB International, which handled silicon with slightly… creative documentation, sometimes declaring zero import value. The biggest and most opaque player seems to be Megaspeed International. This company, with properties spread across Singapore, Indonesia, and Malaysia, has been linked to a staggering $4.6 billion flow of NVIDIA hardware into China via extremely opaque ownership structures. The overall picture suggests that while the controls are clever, the methods to bypass them are even slicker. To truly nail the system, the investigation recommends that governments and manufacturers must enhance screening. This check needs to go beyond just checking names; it must scrutinize the entire ownership chain and the actual end destination of the chips, preventing the innovation from continuing its elaborate, evasive loop.

Leggi l’articolo originale su Tom’s Hardware IT →

Fonte: Tom’s Hardware IT | Argomento: Hardware & Chip

#tecnologia #innovazione #technews

{“@context”: “https://schema.org”, “@type”: “NewsArticle”, “headline”: “Il ‘Girotondo’ dei Chip NVIDIA: Come la Cina aggira i divieti tecnologici”, “description”: “A quanto pare, i divieti tecnologici sui chip NVIDIA che ostacolano l’accesso all’avanguardia dell’AI non sono un freno insuperabile. Un’indagine approfondita ha messo in luce la sofisticata coreografia con cui l’hardware sta raggiungendo la Cina. Si…”, “image”: “https://cdn.tomshw.it/storage/media/2026/09/114012/i-chip-nvidia-arrivano-in-cina-aggirando-i-divieti-ecco-come.png”, “datePublished”: “2026-09-17T19:20:36.852584”, “author”: {“@type”: “Person”, “name”: “Alessandro Mauro Guerra”, “url”: “https://www.alessandroguerra.net/autore/”}, “publisher”: {“@type”: “Organization”, “name”: “TechMAG”, “logo”: {“@type”: “ImageObject”, “url”: “https://www.alessandroguerra.net/wp-content/uploads/2026/logo.png”}}, “mainEntityOfPage”: “https://www.tomshw.it/hardware/i-chip-nvidia-arrivano-in-cina-aggirando-i-divieti-ecco-come”, “keywords”: “tecnologia, innovazione, tech news”}

Potrebbe interessarti